“Questo amore, che non muore”

Prega Dio di non innamorarti della persona sbagliata.
E' come morire ogni notte e svegliarsi remore della propria fine, umidi del proprio sangue e vittima del tempo
che lento
si riduce verso una nuova notte.

Vorrei portarti con me, lontano. Dove ci siamo solo noi. Dove niente può accadere, se non la nostra unione. Dove tutto é lì per essere e non per divenire. Dove niente può far male come il presente da cui sfuggiamo, per il quale lottiamo
scissi e individuali.
Dove gli altri sono solo "altri" e non parte della nostra vita, del nostro "noi", delle reciproche preoccupazioni.
Vorrei rapirti dal tuo futuro e guidarti dentro al io, così sognato
così diverso.
E cullarti fra le mie certezze,lodarti con i miei ideali, distante dalla tue fragilità.
Vorrei accettare questo amore, che non muore.
Diluirlo con la mia saliva e il mio sudore, dentro ai tuoi occhi, perché sia lacrime di gioia, di rinnovata energia, di sospirata passione.
Vorrei tutto, come ho sempre avuto, quand'anche fosse sbagliato. Vorrei me stesso,
te;
vorrei me dentro di te e
noi, nelle mie esperienze, nelle mie avventure e nei miei viaggi.
Vorrei accoglierti illudendomi ancora che sia la volta in cui sarai cresciuta e all'altezza dei miei sogni, dei miei vuoti e del mio "viaggiare".
Vorrei poterti dimenticare, vorrei poterti cancellare tremando della mie sole ansie e non delle mancanze di cui il mio negarmi a te é l'epilogo.
Vorrei tornare sui miei passi senza appesantire le promesse non dette,
quei
patti fra le righe,
secondo i quali non sarei tornato più,
non da te, 
non ora,
non prima che tutto avesse inizio.
L'unica soluzione é quella che più temo, perché mi riporta sui miei passi.
Su quelle ultime impronte che ho lasciato a terra prima di spiccare il volo, verso i miei sogni.
Tornare a terra, tornare da te e sfiorare il tuo collo liscio con la mia mano aperta, avvolgerti la schiena nuda e fresca sotto la mia coperta, guardandoti negli occhi immensi che hai.
Negli occhi pieni che cercano me e che mi fanno vibrare l'anima ogni qual volta mi trovano.
Umilmente scoperto, vulnerabile.

Non piangere più, non farmi piangere. Non ferire il mio orgoglio sopendolo sotto un peso vigliacco che so non potrà vincere.
Lasciami librare, non mi fermare. Rendimi lucido, sobrio dal siero dei tuoi occhi.
Non guardarmi più, non così. Non vibrare più sulle mie guance, fra le mie braccia, lungo la mia schiena.
E voltati, ignorami, viola questo mio bisogno di te, tradendolo, ferendolo a sangue.
Uccidi questo amore, che non muore.

Aiutami, scuotimi le spalle con maestra violenza, con paterna indulgenza e materna apprensione.
Dimenticami, nella misura in cui non avvertirò più che mi stai chiamando, fintanto non percepirò più lo strazio del tuo grido muto, al di fuori del quale ci sono labbra stette, mani fredde e occhi bagnati.
Ti prego vivi, ogni altro tuo giorno, come fosse il primo dopo un rifiorire spontaneo per il quale la vita ti sarà badante.

“Questo amore, che non muore”ultima modifica: 2004-11-24T14:59:03+01:00da gioadi.c6
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6 pensieri su ““Questo amore, che non muore”

  1. chissà perchè siamo così belli quando amiamo così tanto..belli da far invidia belli da far paura belli perchè sappiamo amare..chissà perchè qste parole mi vibrano dentro come un vulcano e mi salgono in gola che un fuoco..chissà perchè fanno così male come se fossero saltati i punti e una ferita si fosse riaperta

  2. Ciao!
    Il sito mi piace, attendo che sia completo per tuffarmici come in ogni viaggio che decido di fare.
    Sono un grafico quindi è ovvio che ho da ridire sulla grafica…….. … ma quando si parla di contenuti, e i contenuti ci sono… chi se ne fotte della grafica???? 😉
    Piacere

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